Tunisia

PANDA DESERT 4X4 2026

Dal 21/03/2026
al 30/03/2026
44 Equipaggi
2100 km
9 notti

PANDA DESERT 4x4 - Fourth Edition

Sembra ieri, eppure il Sahara ci manca già. Dal 21 al 31 marzo, il deserto ci ha messo alla prova con un’intensità che non dimenticheremo: 44 Panda arrivate da ogni angolo d'Europa: Italia, Belgio, Slovenia, Germania, Svizzera, hanno sfidato un Sahara più duro e imprevedibile che mai...
È stata un’edizione intensa, fatta di sabbia sottile, asciutta, pronta a risucchiarti al minimo errore, tra prove a media e di navigazione tra le dune. A dare il bentornato alle panda c'era il nuovo arco gonfiabile: un punto di riferimento nel nulla, che la sera ci faceva sentire a casa. Sotto quell'arco si è mescolata un'umanità straordinaria: dai neofiti assoluti che vedevano il deserto per la prima volta, fino agli equipaggi veterani con la Dakar nel curriculum. Eppure, una volta acceso il motore, le differenze sparivano: sulle dune, le nostre Panda sembravano tanti piccoli modellini radiocomandati in un parco giochi infinito.
L'avventura non ha fatto sconti. Carlo lo aveva detto: "Non prendete i ciospi". Qualcuno non ha resistito qualche foratura non si è fatta attendere... Ma è proprio qui che è uscito il vero spirito del Miniotti Garage!
Abbiamo visto scene epiche: bulloni persi e cercati disperatamente nella sabbia, Panda sollevate di peso per cambiare una ruota in tempi record e l'aiuto dei tunisini che, sulle loro moto con gomme "slick", davano dritte ai pandisti insabbiati su come ripartire... 
In tutto questo, l'officina Miniotti è stata una certezza assoluta. Un paddock attrezzato e rodato che non si è fermato mai, nemmeno a Zmela, nel cuore del nulla, garantendo che ogni Panda fosse pronta a ripartire la mattina seguente. Il tutto accompagnato dal lavoro magistrale dello staff social e media: foto, droni, onboard cam e bracci stabilizzatori hanno catturato ogni istante con qualità cinematografica, per regalare a ogni partecipante un ricordo indelebile.
Il lavoro di squadra è stato il motore dell'evento. I team non si sono limitati a guidare; si sono aiutati a vicenda, recuperando chi si era piantato o guidando chi, durante le prove di navigazione, stava decisamente "andando per funghi". E quando la giornata finiva, il lavoro continuava in hotel con cambi smontati e portati in camera, infagottati con cura manco fossero neonati, per essere riparati fino a notte fonda... La stanchezza però spariva all'hospitality, tra musica e qualche birra ghiacciata che sapeva di traguardo raggiunto. 
Oltre la sfida, resta però il calore di un gruppo straordinario. Restano la cena intorno al falò e quel silenzio magico del deserto che ti entra dentro. Dieci giorni volati troppo in fretta, che ci lasciano ricordi indelebili e una nostalgia profonda. Il Sahara ci manca già, ma non restiamo fermi: abbiamo già la testa sulle mappe per la quinta edizione...

Il meglio deve ancora venire. Siete pronti per il 2027?
TRACK YOUR WAY!

 

Le tappe

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